Bonifico per ristrutturazioni 2018: Come compilare il famoso bonifico "parlante"

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Bonifico per ristrutturazioni 2018: Come compilare il famoso bonifico "parlante"

Il Bonifico "Parlante" per la ristrutturazione: I cambiamenti del 2018

Le agevolazioni fiscali per chi compie interventi di ristrutturazione edilizia sono state introdotte dall’articolo 15 del D.P.R. 917/86, Testo Unico Delle Imposte Sui Redditi. In questo post ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per potere accedere a queste agevolazioni.

Ti ricordiamo che per beneficiare delle agevolazioni è essenziale pagare le spese di ristrutturazione mediante il bonifico parlante. Quindi, se già conosci quali agevolazioni sono previste, per chi, e per quali interventi, passa direttamente ai paragrafi dove spieghiamo cosa è il bonifico parlante, e come va compilato.

Per quali interventi di ristrutturazione sono previste agevolazioni?

Le agevolazioni fiscali sono previste per:

  • interventi di ristrutturazione della propria abitazione (manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione) e delle sue pertinenze, ad esempio il garage, la soffitta, o la cantina;
  • ristrutturazione delle parti comuni di un edificio residenziale (manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento);
  • ristrutturazione degli immobili residenziali adibiti all’esercizio di attività commerciali;
  • interventi compiuti in seguito a calamità naturali, in zone dove è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto, pertinenti sia al proprio appartamento, che ad una proprietà comune;
  • lavori volti all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi necessari per prevenire il rischio di atti illeciti (ad esempio l’installazione di grate, cancelli, telecamere di sorveglianza, ecc.)
  • lavori per il contenimento dell’inquinamento acustico, o per il risparmio energetico;
  • interventi di messa in sicurezza statica;
  • bonifiche dall’amianto

Agevolazioni per la ristrutturazione

Le agevolazioni consistono nella possibilità di detrarre dall’IRPEF una parte delle spese sostenute per dare luogo agli interventi di ristrutturazione elencati più sopra. Più in particolare:

  • per ciascuna unità immobiliare sarà possibile detrarre il 36% delle spese di ristrutturazione sostenute a partire dal 1 gennaio 2018. Il limite massimo di spesa è stato fissato nella misura di 48.000 Euro per unità immobiliare;
  • le spese di ristrutturazione sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 sono detraibili in misura del 50%, con un limite massimo di 96.000 Euro.

Queste sono le aliquote di massima, che si applicano nei casi più comuni. Ti ricordiamo che interventi particolari, quali l’adozione di misure antisismiche, prevedono agevolazioni più vantaggiose. Puoi trovare informazioni dettagliate sulle detrazioni previste per questi ed altri interventi sul sito dell’Agenzia Delle Entrate.

Godimento del "Bonus Ristrutturazioni 2018"

In primo luogo, il bonus ristrutturazioni per il 2018 può essere richiesto dal proprietario dell’immobile. Però le leggi vigenti estendono questa possibilità a chiunque abbia sostenuto le spese di ristrutturazione, o partecipato ad esse.

Quindi, in concreto, il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche da:

  • il coniuge, ma anche il convivente, del proprietario di un immobile
  • il coniuge separato, cui è stato assegnato l’immobile
  • i locatari di un immobile, o i soggetti che utilizzano l’immobile in comodato d’uso;
  • i soci di cooperative;
  • gli imprenditori individuali che effettuano ristrutturazioni di un immobile che non rientra tra i beni strumentali;
  • soggetti quali le società semplici, in nome collettivo, le imprese familiari ecc.

Come richiedere il Bonus: Il Bonifico Parlante

Per poter beneficiare del bonus ristrutturazioni devi dimostrare all’Agenzia dell’Entrate non solo di aver realmente sostenuto delle spese, ma anche che le spese sono state realmente effettuate per migliorare il tuo appartamento, o un locale commerciale.

Per questo motivo, tutti gli acquisti sostenuti per gli interventi di ristrutturazione vanno pagati mediante bonifico. Il bonifico è detto “parlante” poiché contiene dettagli precisi sulla finalità delle spese.

bonifico_parlante

Si tratta di un vero e proprio documento che l’Agenzia delle Entrate userà come prova del pagamento delle spese di ristrutturazione di qualsiasi tipo.

Ti ricordiamo che la compilazione del bonifico parlante è obbligatoria. Il pagamento delle spese di ristrutturazione mediante un ordinario modulo per bonifico non ti permette di godere delle agevolazioni fiscali.

Come si compila il Bonifico Parlante

Il bonifico parlante può essere effettuato nel modo tradizionale, utilizzando il modulo cartaceo che troverai presso ogni ufficio postale, o presso la tua banca. E’ possibile però anche effettuare un bonifico parlante online. In questo caso, il tuo conto corrente dovrà essere abilitato all’internet banking.

Nella compilazione del bonifico parlante evitare errori è essenziale: se sbagli la causale, o qualsiasi altro dato, perderai il bonus. Prima di compilare il modulo – cartaceo oppure online – ti conviene preparare i seguenti documenti o informazioni:

  • il numero e la data della fattura di acquisto di materiali, attrezzature, o anche consulenze tecniche e professionali;
  • il nome, il cognome ed il codice fiscale della persona cui sono intestate le fatture;
  • il codice fiscale o il numero di partita IVA della ditta dove hai acquistato i materiali, o che ha eseguito i lavori, oppure del professionista che ha prestato i suoi servizi;
  • la causale “Bonifico per detrazioni previste dall’art. 16 bis del D.P.R. 917/1986”

Bonifico parlante, ecco il Fac-Simile

Compilare il bonifico parlante è veramente semplicissimo. Per chiarire ogni dubbio, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti un fac-simile del modulo per bonifico parlante, che trovi qui

bonifico-parlante-2018

Se il Venditore/Professionista non vuole emettere la fattura?

A volte capita che i negozi di materiali da costruzione, le ditte di costruzione o anche i professionisti del settore preferiscano non emettere fattura. Se devi effettuare degli interventi di ristrutturazione, e ti viene proposto di pagare “in nero” scappa a gambe levate.

Come mai? Perché non emettendo fattura, il fornitore pagherà meno tasse, ma tu perderai il bonus! Infatti, inserire i dati della fattura nel bonifico parlante è obbligatorio! Un bonifico che non riporta gli estremi della fattura sarà inutile ai fini del bonus ristrutturazione.

In caso di comproprietà, cosa succede?

Se possiedi un appartamento in comproprietà, e tutti i proprietari intendono partecipare alle spese per la ristrutturazione, e godere del bonus, il bonifico parlante dovrà indicare il nome, cognome, e numero di codice fiscale di tutte le persone che hanno contribuito alla ristrutturazione.

Parti comuni di un condominio, decido di ristrutturare, cosa succede?

In questo caso il pagamento va effettuato dall’amministratore del condominio, o dal condomino che sostiene le spese, procedendo alla ripartizione degli oneri in seguito. Ai fini del bonifico parlante, quindi il versamento andrà effettuato dall’amministratore, che dovrà indicare il proprio codice fiscale, ed il codice fiscale del condominio.

Decido di ristrutturare, ma il pagamento delle spese è effettuato da un’altra Persona, cosa succede?

Questo è un caso che può presentarsi abbastanza spesso durante gli interventi di ristrutturazione dei condomini.

Ad esempio, i signori Mario, Giovanni e Marco decidono di installare un nuovo ascensore, e delegano il tutto all’amministratore del condominio. L’amministratore effettua il bonifico parlante, e presenta un rendiconto a Mario, Giovanni e Marco. Chi gode della detrazione IRPEF?

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Circolare 17/E del 24 aprile 2015, chiarendo che se chi nei fatti paga il bonifico è una persona diversa da chi si reca in banca o alla posta a compilare e consegnare il modulo – la detrazione è goduta da chi ha effettivamente sostenuto le spese.

 

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  • Elena Valisi
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